Un viaggio a cavallo fra Europa ed Asia, in terre di monasteri e chiese dove vivono popoli dalla cultura millenaria.img_2359

Georgia e Armenia collegano l’Asia Centrale all’Europa favorendo, fin dall’antichità, la circolazione di merci e di persone
e per questo sono sempre stati territori ambiti dalle potenze circostanti, spesso bistrattati, ancora lontani da una serenità politica.
E’ il posto in cui oriente e occidente si incontrano, si mischiano. Una miscela tra Est ed Ovest, dove le tradizioni dell’Oriente si incrociano
a quelle occidentali formando una cultura unica in tutto il mondo.
Georgia: tra i monasteri e i panorami del Caucaso
La Georgia è il regno delle montagne. Il Grande Caucaso si estende per 1.100 chilometri fra il Mar Nero e il Mar Caspio e, solamente in Georgia,
ospita ben 13 vette sopra i 4.000 metri. Ma non solo montagne: è incredibile che in un paese così piccolo si abbia la possibilità di cambiare “aria”
e paesaggio rapidamente, img_2319passando dalle coste del Mar Nero a fiumi, torrenti e foreste lussureggianti, da zone aride e desertiche a laghi e acque termali.
Una leggenda racconta che mentre Dio stava distribuendo le terre ai popoli, i Georgiani si presentarono in ritardo e a quel punto erano finite le terre disponibili: quando venne chiesto loro il motivo del ritardo, essi risposero che si erano fermati per bere e brindare alla salute dell’Onnipotente e lo invitarono ad unirsi ai festeggiamenti.
Dio si divertì a tal punto che consegnò ai Georgiani la terra che aveva serbato per se.
I Georgiani sono una delle etnie più antiche del mondo. Non in molti sanno che la Georgia è la patria del primo uomo europeo, in quanto nei dintorni di Dmanisi, nella regione di Kvemo Kartli, sono stati ritrovati crani umani di 1,7 milioni di anni fa, ben più antichi di qualsiasi altro reperto scoperto.
In Georgia gli abitanti sono molto ospitali. Un proverbio recita: “Ogni ospite viene inviato da Dio”.
Non è raro venire invitati a pranzo in casa ed essere serviti e riveriti con cortesia, innaffiati da litri di vino e di “chacha”.
Armenia: il regno dei monasteriimg_2326
L’Armenia, culla del Cristianesimo, piccolo lembo di terra stretto tra i monti del Caucaso, è una terra dal paesaggio affascinante.
E’ la terra in cui la tradizione biblica colloca il Giardino dell’Eden. La terra da cui, nelle giornate limpide, si può perfino pensare
di scorgere sull’Ararat la sagoma dell’Arca di Noè. L’Armenia è stata la culla della civiltà: ha ospitato le popolazioni babilonese, assira ed egiziana
ed è stato il primo stato cristiano al mondo.
La storia si è dimostrata più volte sfavorevole nei confronti dell’Armenia, la quale fu sopraffatta dalla maggior parte delle grandi potenze
del passato e quasi distrutta all’inizio del XX secolo. L’Unione Sovietica l’occupò e vi si stabilì per 70 anni, lasciando in eredità brutti e imponenti edifici
e il sapore delle grandiose parate militari. La tensione con il vicino Azerbaigian si accese all’inizio degli anni ’90 e il continuo blocco economicoimg_2348
ha posto l’economia armena a dura prova, tanto che il carburante e altri generi sono venuti a scarseggiare.
Tutto ciò non ha comunque impedito agli armeni di fare le cose che a loro meglio si addicono: celebrare la propria cultura e vivere in maniera rilassata.
Cieli immensi sovrastano la stupefacente campagna armena: ricoperta di fiori di campo, incorniciata da montagne innevate, punteggiata da profonde caverne
e ricca di oltre quarantamila chiese e monumenti antichi.
Paesaggi infiniti in cui perdersi con lo sguardo, piccoli villaggi dove il tempo sembra si sia fermato, laghi sospesi tra cielo e terra, ascetici monasteri
in cui ritrovare se stessi e la propria anima. La natura, grande protagonista: nelle zone interne dell’Armenia, quelle meno battute dal turismo di massa,
si può venire a contatto con l’anima più vera e autentica del paese.

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